Spettacolo di narrazione
molto animata
E' noto presso tutte le regioni d'Italia che il popolo veneto tende a trovare spesso occasioni per godersi un'ombra di vino accompagnata da piccoli bocconi succulenti, i cicheti - rigorosamente con una 'c', perchè i veneti non pronunciano le doppie, vuoi per evitare fatica, vuoi per la bocca lievemente impastata dalle libagioni...
Ma è noto anche che ombre e cicheti sciolgono la lingua, e deve essere per questo che la tradizione dialettale veneta è particolarmente ricca di fiabe, leggende e figure fantastiche che volentieri i vecchi del gruppo proponevano ai giovani bòcie, cei, muli, burdèli, fiuli nelle lunghe sere davanti al camino oppure in laguna mentre si aspettava di buttare le reti.
Lo spettacolo STORIE A CICHETI ripropone alcuni di quei racconti e leggende, rivisitandoli in chiave comica, e affiancando alle tecniche del teatro di narrazione la forza comunicativa del teatro di Commedia dell'Arte.
Come sempre, la tradizione popolare non ha temi delicati; Domine Iddio e san Pietro che devono scendere spesso a dare una lezione all’umanità, genitori e figli hanno rapporti piuttosto tesi, i preti non sono proprio figure di specchiata virtù, e ci sono esempi di amici traditori, tutte questioni che nel XXI secolo sono state spazzate via dalla modernità. Sì, sì, spazzate via. Vedrete non che vi ci rispecchierete per niente...
Privo di scenografia, lo spettacolo può essere rappresentato classicamente con il pubblico frontale, ma anche essere spezzato in episodi, e trasformarsi in uno spettacolo itinerante. Gli attori sono vestiti con abiti popolari della fine del Seicento, realizzati dallo Studio Vacchetta su cartamodelli originali. Dura circa 75 minuti.
Ispirato a La giara di L.Pirandello
Teatro fisico e clown
Una enoooorme giara, un enoooorme problema, due poveri braccianti incautamente capitati tra l'enooooorme potere economico di Don Lollò e la enooooorme sapienza di Zi Dima Licasi, entrambi ben decisi a far valere la propria potenza, sia essa fatta di soldi o di sapere. Ah si, e ci sono pure due giudici e un avvocato.
Parecchi personaggi, insomma, nessuno in cerca di autore.
Martin Danziger, che cura anche la regia, ha riscritto La giara di Luigi Pirandello per due attori e sette personaggi, che si alternano in un caleidoscopio esilarante di sorprese, azioni, oggetti. Il linguaggio del teatro fisico e del clown porta alla luce la sincera comicità del testo originale, e ne lascia intatto lo spirito. In fondo, Pirandello ha ben scritto un saggio sull'umorismo...
Lo spettacolo dura circa 75 minuti, può essere presentato ovunque - teatri, piazze, scuole - e se vi viene in mente altro, contattateci!
La Divina Commedia è bellissima, ma te ne accorgi verso i 40 anni. Perchè, dai, è una lingua complicata.
Ci siamo così domandati se ci fosse un modo per porgere le parole di Dante che le rendesse chiare a tutti.
Nasce così questo spettacolo dedicato al famoso Quinto Canto dell'Inferno.
Nella prima parte viene recitato integralmente e a memoria il V Canto dell’Inferno. I due attori, alternandosi nei vari personaggi, Dante, Virgilio, Francesca, Minosse, danno corpo al testo con piccole azioni sceniche.
L’obiettivo è che letteralmente si vedano gli eventi del testo, si capisca cosa sta succedendo e al tempo stesso si senta la bellezza della lingua: l’alternarsi delle rime, le onomatopee, la concretezza delle similitudini.
Nella seconda parte i due attori fanno la classica parafrasi, ma a partire da tecniche comico-cabarettistiche, abbattendo spesso la quarta parete, e coinvolgendo anche il pubblico.
Tuttavia, mai questo gioco comico tradisce Dante. Il riso viene generato dalla relazione tra i due attori, non da una interpretazione distorta del testo dantesco. Tutti i riferimenti storici e culturali vengono rispettati e spiegati, così come viene raccontata la filologia delle parole più complesse.
Il nostro spettacolo più portatile, facilmente realizzabile anche all’interno di una classe, davanti a una cattedra, può avere la durata dell'ora scolastica, 50 minuti, o arrivare ai 70 minuti.